Nelle audizioni sul Documento di finanza pubblica, si richiamano gli scenari internazionali
Le grandi incertezze internazionali rappresentano, per molti versi, il vero filo conduttore che unisce le varie audizioni sul Documento di finanza pubblica che, fra lunedì e martedì, si sono tenute presso la commissione bilancio della Camera dei deputati. Secondo le parti sociali, ma anche per le Istituzioni ascoltate, il protrarsi del conflitto fra Stati Uniti e Iran avrà conseguenze sulla tenuta dell’economia, con il forte rischio di una spirale inflattiva che finirebbe per penalizzare soprattutto i redditi fissi da lavoro dipendente e da pensioni. Se il punto di partenza è simile, quello di approdo è molto differenziato, con la Cgil che continua a criticare l’azione di governo, mentre la Cisl e la Ugl hanno insistito sugli aspetti più positivi, come già fatto nel corso del percorso che ha portato all’approvazione della legge di bilancio. Nella giornata di martedì, si sono concentrati gli interventi più istituzionali, ad iniziare dal presidente del Cnel, Renato Brunetta, secondo il quale il prolungarsi della crisi potrebbe riflettersi sulla tenuta del prodotto interno lordo. Per la Corte dei conti, si registra un calo della fiducia di famiglie e imprese, mentre l’Istat osserva come i dazi americani non hanno inciso sulle esportazioni nel 2025, ma con il nuovo anno si è aperta una fase di contrazione degli scambi commerciali, con una dinamica meno positiva per l’economia italiana.