Così il premier commenta il parere dell’avvocato della Corte UE sul protocollo Italia-Albania. Dl sicurezza, Cdm domani per il correttivo
«Una notizia importante, che conferma la validità della strada che abbiamo indicato e quanto siano costati all’Italia due anni persi a causa di letture giudiziarie forzate e infondate. Noi, intanto, andiamo avanti. Perché sul contrasto all’immigrazione illegale servono serietà, coraggio e soluzioni concrete». Con queste parole diffuse via social il premier, Giorgia Meloni, ha commentato il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia UE, secondo il quale il protocollo Italia-Albania «è compatibile» con le norme europee su rimpatrio e asilo, a condizione che «i diritti dei migranti siano pienamente tutelati». Un tema che appare di stretta attualità alla luce anche delle polemiche sorte per il dl sicurezza (che ieri ha incassato la fiducia della Camera, atteso venerdì l’ok definitivo), in particolare sulla norma che prevede incentivi agli avvocati che favoriscono il rimpatrio volontario dei loro assistiti, per cui il governo si è impegnato a rispettare i rilievi sollevati dal Quirinale nei giorni scorsi. «Non è una norma sugli avvocati, è una norma di aiuto al migrante che ha scelto liberamente la procedura di rimpatrio assistito», ha spiegato, citato dalle agenzie di stampa, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a margine della cerimonia al Quirinale per i 70 anni della Corte costituzionale, assicurando che per il decreto correttivo «le coperture ci sono» e confermando che domani, al termine del voto finale della Camera, è in programma il Cdm.