Più contratti di lavoro stabili; in crescita anche le conferme in servizio degli apprendisti

Il dato consolidato dell’Inps conferma che, anche il 2025, è stato un ottimo anno sotto l’aspetto dell’occupazione. Secondo l’Istituto previdenziale, le cui analisi poggiano sui flussi comunicativi delle imprese e non su stime, come è il caso dell’Istat, nel settore privato gli occupati sono cresciuti di 342mila unità. Il saldo è dato dalla differenza fra assunzioni e cessazioni, con le prime pari a 8 milioni e 31mila unità e le seconde ferme a 7 milioni e 690mila unità. La nuova occupazione in termini di saldo complessivo è stata alimentata quasi completamente (si parla del 91,5% dei casi) dai rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Gli incentivi alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato hanno funzionato, in quanto le trasformazioni sono state 775mila. In crescita del 4,4% le conferme in servizio degli apprendisti; in valori assoluti, si tratta di 115mila unità. Dall’Inps, interpretano i segnali arrivati come incoraggianti, anche perché contribuiscono alla tenuta del sistema previdenziale. Nei giorni scorsi, proprio sul tema della qualità dei contratti individuali era scoppiata una dura polemica fra la premier, Giorgia Meloni, e la leader del Partito democratico, Elly Schlein, sulla diffusione della precarietà, che, numeri alla mano, si sta oggettivamente riducendo pur in un contesto nel quale l’occupazione nel complesso sta aumentando.