Via libera alle disposizioni che tutelano i dipendenti ed evitano nuovi esodati
Come anticipato ai rappresentanti e alle rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl nel corso di una recente riunione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Governo ha individuato una soluzione amministrativa alla questione che si è aperta con l’incremento dell’età pensionabile per effetto della speranza di vita. L’Inps, lo scorso 3 aprile, ha infatti pubblicato la propria circolare numero 41 dell’anno, con la quale spiega ai cittadini e agli stessi operatori dell’Istituto e del Patronato cosa succede. Il principio di base è quello del possesso dei requisiti contributivi e di età al momento della sottoscrizione di un accordo collettivo per la gestione degli esuberi. In pratica, se al momento dell’adozione di un piano di gestione degli esuberi, attraverso il ricorso ai fondi di solidarietà, all’isopensione o al contratto di espansione, il lavoratore o la lavoratrice erano in possesso dei requisiti necessari, l’incremento dell’età pensionabile non comporta nessuna remissione, senza alcuno stacco fra indennità e pensione. Per il settore bancario, il periodo in più è a carico del fondo esuberi di categoria, mentre nel caso di isopensione e contratto di espansione verrà esteso l’assegno percepito. In totale, dovrebbero essere coinvolte meno di 5mila persone. Rispetto all’incontro citato, sono stati ricompresi anche gli iscritti ad alcune gestioni pubbliche, compresi gli enti locali.