di Francesco Paolo Capone

Oggi abbiamo celebrato i 76 anni dell’UGL, nata il 24 marzo 1950. Un traguardo importante, una storia significativa, fatta di impegno, di battaglie e di vicinanza concreta al mondo del lavoro. Abbiamo scelto di festeggiare all’Archivio Centrale dello Stato, luogo simbolico dove, proprio un anno fa, abbiamo depositato il fondo archivistico dell’UGL.
Al centro dell’evento, la presentazione del “Fondo Cisnal Ugl” e riconosciuto come patrimonio di interesse storico nazionale. Riconoscimento che rappresenta, per noi dell’UGL, motivo di grande orgoglio e traguardo di grande rilievo istituzionale e culturale, che sancisce il valore pubblico della nostra memoria storica. Vuol dire che il nostro è un patrimonio che non appartiene solo a noi, in quanto Organizzazione sindacale, ma alla storia sociale, economica e civile dell’intero Paese. Abbiamo reso accessibile un archivio prezioso che custodisce decenni di impegno, battaglie e partecipazione, contribuendo a ricostruire il ruolo svolto dal sindacato nel dare voce e rappresentanza ai lavoratori. Preservare e valorizzare questa memoria significa rafforzare la consapevolezza del contributo che organizzazioni come l’UGL hanno offerto allo sviluppo del Paese e al progresso del suo tessuto sociale ed economico. E significa rafforzare anche la nostra identità.
Abbiamo vissuto oggi un momento esclusivo che, allo stesso tempo, include tutta la nostra storia e la include all’interno di un luogo, l’Archivio Centrale dello Stato, chiamato “scrigno”, che, in effetti, per noi è tale perché conserva le nostre memorie, per lungo tempo dimenticate.
Abbiamo, così, messo nello scrigno la nostra storia, una storia mai banale, che affonda le sue radici tra il ‘700 e l’800, nel sindacalismo rivoluzionario e nel periodo del fascismo, per poi riprendere vita nel 1950. Un anno significativo, perché nel 1950 e, nel breve volgere di pochi mesi, nacquero, staccandosi dalla Cgil unitaria, la UIL, ala riformista, la Cisnal, “di destra”, e la Cisl, area cattolica. È, dunque, nel 1950 che nasce il pluralismo sindacale, patrimonio che altri Paesi europei non possono assolutamente vantare e che tutti noi abbiamo il dovere valorizzare.
Aver celebrato i nostri gloriosi 76 anni di storia nello scrigno dell’Archivio Centrale dello Stato non è soltanto un omaggio alla nostra memoria, ma un atto di responsabilità verso la storia e verso il futuro e che rende ancora più solido il legame tra passato, presente e futuro.
È da qui che vogliamo ripartire, con rinnovata determinazione. Il nostro impegno resta chiaro e immutato: essere sempre dalla parte del lavoro. Dalla parte di chi un lavoro lo cerca, di chi lo ha e lo difende ogni giorno, e di chi lo ha perso e merita nuove opportunità. Per costruire insieme un futuro più giusto, più inclusivo e più dignitoso per tutti.