Convincevano le vittime a disporre bonifici in loro favore

Associazione per delinquere, frode informatica e accesso abusivo a sistemi informatici, il tutto aggravato dalle finalità mafiose. Sono i reati contestati, a vario titolo, a sedici persone, raggiunte da un’ordinanza di applicazione della misura cautelare applicativa della custodia in carcere e del divieto di dimora in Campania. Le indagini, svolte tra il 2022 ed il 2024 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, hanno permesso di documentare l’operatività di un’associazione per delinquere legata al clan Mazzarella dedita alla commissione di truffe informatiche. Dalle indagini è inoltre emerso che il gruppo compiva azioni fraudolente in Italia e in Spagna. Tra le altre cose, qualificandosi come operatori antifrode, agenti della polizia postale o militari dell’Arma dei Carabinieri, convincevano le vittime a disporre bonifici in loro favore. Le analisi hanno permesso di accertare che il sodalizio riusciva «a truffare le vittime mediante attività e-mail contraffatte e telefonate fraudolente, modificando il numero del chiamante in modo da far figurare quello dell’istituto di credito di appartenenza, inducendo così in errore la vittima, che ritenendo di parlare con un operatore del proprio istituto di credito rivelava dati sensibili, anche attraverso l’inoltro di successivi link che conducevano a siti clone». Nel corso del blitz sono stati sequestrati beni per quasi un milione di euro.