L’allarme lanciato dalla Confesercenti

È una stangata da circa 14 miliardi di euro, quella che potrebbe colpire le famiglie italiane a causa dei rincari dei prezzi di energia e carburanti, provocati dallo scoppio della guerra in Iran. A lanciare l’allarme è la Confesercenti: «A quadro invariato e in assenza di interventi correttivi, gli italiani spenderebbero 6,9 miliardi in più per i carburanti e 7,1 miliardi per le bollette». Due componenti obbligate della spesa delle famiglie, il cui aumento comprimerebbe a capacità di acquisto sia di famiglie che di imprese, mettendo quindi un freno a consumi e investimenti. Ad oggi, secondo i calcoli dell’associazione di categoria, il peso di carburanti e bollette sul bilancio famigliare è di circa il 7,4% e potrebbe salire all’8,4% nel corso dell’anno. Per quanto riguarda le attività economiche, le stime indicano, per esempio, aumenti di 1.282 euro l’anno per un ristorante con 50.000 kWh di consumi, di 770 euro per un albergo da 30.000 kWh e di oltre tremila euro per un supermercato con 111.000 kWh. Crescita che avrebbero un impatto notevole anche a livello macroeconomico. Stando allo scenario disegnato da Confercenti, infatti, «l’impatto sull’inflazione porterebbe il tasso dal 1,8% di baseline al 2,5%. I consumi reali subirebbero una riduzione di 3,9 miliardi di euro, con la crescita che scenderebbe dal +0,8% al +0,5%. Anche il PIL ne risentirebbe, con un impatto negativo stimato in 5,5 miliardi e una crescita rivista dal +0,7% al +0,4%». Per Nico Gronchi, presidente dell’associazione, «servono strumenti strutturali, dall’accisa mobile alla riduzione degli oneri di sistema, per evitare che ogni nuova tensione sui mercati si trasformi in un freno per famiglie, imprese e domanda interna».