Coinvolti anche Paesi del Golfo. Raid aerei israeliani in Libano
Con la rappresaglia iraniana agli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele avviati sabato mattina – in grado di centrare subito alcuni obiettivi chiave, su tutti l’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei e altri vertici del regime – nelle ultime ore si osserva un allargamento del conflitto nella regione. Anche Oman (che era stato il paese mediatore durante le giornate di negoziati sul programma nucleare iraniano), Emirati Arabi Uniti (sono state prese di mira alcune zone di Dubai) e altri paesi del Golfo, come nel caso del Qatar, sono stati coinvolti dal lancio di missili da parte di Teheran, circostanze per cui hanno minacciato possibili risposte. Colpita inoltre una base britannica a Cipro, con Londra e Parigi che hanno fatto sapere di essere pronte in caso si rendano necessari interventi di difesa alle proprie basi. Nella notte, poi, si sono registrati nuovi raid israeliani su Beirut, capitale del Libano, dopo che missili e droni erano stati lanciati da Hezbollah contro Israele. In un’intervista al Daily Mail, il presidente statunitense, Donald Trump, ha avvertito che le operazioni potrebbero durare quattro settimane: l’obiettivo è annientare le capacità militari di Teheran. Che nel frattempo dovrà riorganizzarsi, vista la morte della Guida suprema Al momento è stato costituito un consiglio che comprende il presidente Masoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Ejei e l’ayatollah Alireza Arafi, in attesa della nomina del successore di Khamenei, al potere dal 1989. Russia e Cina, alleati dell’Iran, hanno criticato la decisione di Stati Uniti e Israele di aprire un nuovo fronte di guerra nella regione mediorentale.