Ieri colloquio telefonico tra Zelensky e Trump

Ancora una volta Ginevra è al centro delle attenzioni della comunità internazionale, stretta tre i colloqui Stati Uniti-Iran sul programma nucleare di Teheran e l’incontro tra gli inviati Usa Jared Kushner e Steve Witkoff con il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina, Rustem Umerov. Un faccia a faccia che, come già riferito dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, vuole essere preparatorio all’ormai consueto formato trilaterale, che potrebbe tenersi all’inizio di marzo. Ieri Zelensky ha avuto un contatto telefonico con Donald Trump, al quale ha proposto colloqui anche a livello di leader. Ipotesi su cui oggi è intervenuto il Cremlino tramite il portavoce Dmitri Peskov, affermando che un vertice di questo tipo sarebbe possibile solo a conclusione dei negoziati. Il quadro emerge mentre la Russia non arresta i suoi attacchi sul territorio ucraino. «Ieri sera la Russia ha nuovamente dichiarato guerra a infrastrutture cruciali ed edifici residenziali. Sono stati lanciati 420 droni e 39 missili, inclusi 11 missili balistici», ha riferito Zelensky su X. «La maggior parte dei missili lanciati oggi – ha fatto sapere il presidente ucraino – è stata intercettata con successo grazie al rapido invio da parte dei nostri partner dei missili di difesa aerea concordati nel recente incontro di Ramstein. Purtroppo ci sono stati anche dei colpi a segno. E questo significa che dobbiamo continuare a lavorare ancora più attivamente». Citato dall’agenzia Ria Novosti, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha affermato che Mosca «non ha scadenze per la risoluzione del conflitto ucraino». «Ci sono dei compiti – ha quindi aggiunto – e li stiamo risolvendo».