Crescita: Servizi e Industria, prospettive diverse. Confcommercio e Confindustria per il 2026 hanno visioni e aspettative un po’ divergenti: «La dinamica dell’industria resta volatile e la risalita lenta»
Cosa aspettarsi per il futuro in termini di crescita? Prospettive diverse possono portare a sintesi diverse. In una nota odierna di Confcommercio è scritto che «il 2026 inizia in continuità con quanto era emerso nella parte finale del 2025. Le prime indicazioni riguardanti l’inizio di quest’anno appaiono incoraggianti», nel senso che «secondo le nostre stime, dopo una crescita congiunturale a gennaio (+0,3%), anche a febbraio si dovrebbe registrare una variazione positiva del PIL (0,2%) coerente con una variazione tendenziale finalmente al di sopra dell’1% (+1,3% su febbraio 2025)». Addirittura, «le tensioni che ancora si rilevano tra gli alimentari e la modesta volatilità degli energetici dovrebbero rientrare nei prossimi mesi, in considerazione di un’inflazione di fondo che si mantiene al di sotto del 2%». Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, «l’economia italiana mostra, finalmente, segnali di graduale miglioramento: cresce la fiducia e le famiglie ricominciano a spendere. E il recente provvedimento sull’energia potrebbe contribuire a rafforzare ulteriormente questi segnali. Ma, purtroppo, alcuni comparti produttivi continuano a soffrire di una bassa crescita». Infatti, dalle parti delle grandi imprese, le prospettive sono diverse. Dall’analisi di Confindustria nella Congiuntura flash, emerge che «in Italia, dopo il buon 4° trimestre 2025 (+0,3% il Pil) trainato dagli investimenti del Pnrr, a gennaio migliora la fiducia delle famiglie e accelerano i servizi», ma «la dinamica dell’industria resta volatile e la risalita lenta, penalizzata dal dollaro più svalutato e da consumi ancora fragili. Il costo dell’energia alto e in salita può scendere grazie alle norme approvate dal Governo». Secondo l’analisi, «il decreto Bollette varato dal Governo può ridurre il prezzo dell’energia per famiglie e imprese in modo sostanziale, se approvato dalla Commissione europea». Anche se «a gennaio migliora la fiducia delle imprese manifatturiere in totale e, in particolare, nella componente dei beni strumentali», «peggiora invece per il terzo mese consecutivo la fiducia delle imprese di costruzioni, penalizzata dai giudizi sugli ordini, sebbene siano favorevoli le attese sui piani di costruzione nei prossimi tre mesi».