Lo rende noto l’Eurostat, osservando che, in questo senso, purtroppo, la performance dell’Italia è tutt’altro che positiva
Nel 2024, il 56,4% dei giovani di età compresa tra 15 e 34 anni nell’Unione europea con un livello di istruzione medio o alto ha dichiarato una corrispondenza molto alta o elevata tra il proprio campo di studi e le proprie esigenze lavorative. Lo rende noto l’Eurostat, osservando che «la corrispondenza migliore» è stata registrata nel settore della Salute e del Welfare, dove la quota ha raggiunto l’80,6%. A seguire il comparto delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione e nell’Istruzione, rispettivamente con il 77 e il 73,6%. Al contrario, il 52,2% dei giovani con un alto livello di istruzione laureati in discipline umanistiche ha avuto difficoltà a trovare un lavoro pertinente, seguiti da coloro che lavorano nelle scienze sociali, nel giornalismo e nell’informazione (59,1%) e nei servizi (59,3%). Spulciando i dati, emergono significative differenze a livello territoriale. Tra i Paesi membri, la Lettonia (76,5%), la Lituania (76,1%) e la Germania (75,2%) sono quelli che hanno registrato le percentuali più elevate di persone con un livello di istruzione medio o alto che hanno segnalato un “match” molto elevato o elevato tra il loro campo di istruzione e i requisiti del loro attuale (o ultimo) lavoro principale. In questo senso, purtroppo, la performance dell’Italia è tutt’altro che positiva: il nostro Paese si piazza infatti all’ultimo posto di questa speciale graduatoria, con il 41,6%. Preceduta da Slovacchia (46,2%) e Danimarca (47,1%).