Discusse «le condizioni per negoziati diplomatici e tecnici» 

Due giri di colloqui, ancora molto interlocutori, per appianare le divergenze, scongiurare qualsiasi ipotesi di conflitto e creare le «condizioni adeguate per la ripresa dei negoziati diplomatici e tecnici». Questa, in sintesi, la giornata di confronto tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti a Muscat guidate rispettivamente dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, e gli inviati Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner, come riferito in mattinata dal capo della diplomazia dell’Oman, Badr bin Hamad al Busaidi. Il tavolo di confronto non era partito con i migliori auspici, viste le recenti divergenze che quasi rischiavano di far slittare il vertice. Dal cambio di sede – all’inizio, infatti, si era deciso per Istanbul –, ai temi al centro delle discussioni (gli iraniani avevano richiesto che si parlasse solo del programma nucleare). Anche gli altri attori internazionali interessati alle tensioni tra Stati Uniti e Iran, fuori dalla regione, hanno commentato la ripresa del dialogo tra le parti. «Il Cremlino accoglie con favore i colloqui in Oman per un accordo sul nucleare in Iran e ne auspica l’efficacia», ha affermato il portavoce Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe. «Ci auguriamo – ha quindi aggiunto – che siano produttivi e che contribuiscano ad allentare le tensioni nella regione. Fino a quando ciò non accadrà, vorremmo ovviamente vedere moderazione da parte di tutti gli Stati interessati». La Cina, invece, ha fatto sapere tramite il ministero degli Esteri che «sostiene l’Iran nella salvaguardia della sua sovranità, sicurezza, dignità nazionale e legittimi diritti e interessi».