La contrazione ha coinvolto tutte le aree del Paese, “colpendo” in misura più decisa il Mezzogiorno

Quanto certificato dall’Istat – nel 2024 i matrimoni sono stati 173.272, in diminuzione rispetto al 2023 (-5,9%) – conferma una tendenza «che non ha conosciuto soste negli ultimi quarant’anni». Nel 2024, in particolare, la contrazione ha coinvolto tutte le aree del Paese, pur “colpendo” in misura più decisa il Mezzogiorno (-8,3%). «A influenzare il calo delle nozze è, in primo luogo, la riduzione della consistenza numerica delle generazioni più giovani, da attribuire alla denatalità persistente», spiega l’Istat, osservando che «la diminuzione tendenziale dei primi matrimoni, al netto delle oscillazioni di breve periodo, si accompagna alla progressiva diffusione delle libere unioni (convivenze more uxorio) che possono costituire sia un’alternativa stabile al matrimonio sia una forma di convivenza transitoria che può precedere le nozze». Secondo i dati, le libere unioni sono quasi quadruplicate tra il biennio 2000-2001 e il biennio 2023-2024, passando da circa 440 mila a oltre un milione e 700mila. Torniamo, adesso, ai dati relativi al 2024. Dalla loro analisi, emerge che i matrimoni religiosi «presentano un calo consistente rispetto all’anno precedente (-11,4%), accentuando una tendenza alla diminuzione in atto da tempo». Risultano in calo anche le nozze con almeno uno sposo straniero: nel 2024 sono state 29.309 (il 16,9% del totale dei matrimoni), pari all’1,4% in meno rispetto al 2023.