Teheran ai “vicini”: rappresaglie contro basi Usa se attaccati 

Un invito a continuare le proteste, a «prendere il controllo delle istituzioni», mentre gli aiuti sarebbero «in arrivo». Si è espresso così il presidente americano, Donald Trump, rivolgendosi ai manifestanti iraniani che da giorni sono in strada in molte città del paese per esprimere il malcontento per la loro situazione economica e nei confronti del regime teocratico di Teheran. Molti paesi, Stati Uniti in testa, hanno invitato i propri cittadini a lasciare in tempi rapidi l’Iran, anche se non è ancora chiaro se il quadro anticipa un intervento militare mirato delle forze statunitensi. I timori, però, sono evidenti tanto che Teheran avrebbe avvertito i “vicini” – secondo quanto riportato da Reuters, che cita funzionari iraniani – che agirà contro le basi statunitensi nella regione in caso di attacchi da parte di Washington. A dare impulso a un’eventuale iniziativa statunitense potrebbero essere stati i dati forniti ieri da Iran International, media legato all’opposizione, secondo cui sarebbero almeno 12 mila le vittime della repressione delle proteste. Intanto Reza Pahlavi, figlio in esilio dell’ultimo Scià iraniano espulso durante la rivoluzione del 1979 che, secondo Axios, avrebbe già incontrato nei giorni scorsi l’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, ha esortato l’esercito iraniano su X a proteggere i civili che manifestano. «Voi siete l’esercito nazionale dell’Iran, non l’esercito della Repubblica islamica. Avete il dovere di proteggere la vita dei vostri compatrioti. Non avete molto tempo. Unitevi a loro il prima possibile», le sue parole.