Conferenza stampa di inizio del presidente del Consiglio, dalle questioni interne agli scenari internazionali. «Con Mattarella non sempre d’accordo, ma rapporti ottimi» 

Le questioni interne, ovviamente («Nel 2026 focus su sicurezza e crescita»; «Siamo il governo più solido tra le grandi democrazie europee»; «I miei rapporti con il Quirinale, in particolare con il presidente della Repubblica, sono ottimi»; referendum sulla giustizia probabile il 22 e 23 marzo). Ma anche tanta politica estera – dato l’attuale quadro internazionale non poteva essere altrimenti – nella conferenza stampa di inizio anno del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Con un occhio sulla situazione in Venezuela, alla luce degli ultimi avvenimenti, per cui in una nota diffusa da Palazzo Chigi, il premier ha espresso gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, tra i quali anche italiani», confidando «che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione». Sulla Groenlandia, viste le recenti affermazioni dell’amministrazione Trump, «il dibattito non deve coinvolgere solo l’Europa, ma anche la Nato». Meloni ha affermato durante la conferenza stampa di non ritenere «realistico» un intervento militare statunitense nel territorio danese. «Entro la fine di questo mese il ministero degli Affari esteri presenterà una strategia italiana», ha quindi annunciato. «Stiamo facendo la nostra parte: l’obiettivo è preservare l’area artica, aiutare le aziende italiane e favorire la ricerca. Mi occuperei più di prevenire i problemi, garantendo che ci sia una presenza dell’Alleanza atlantica nell’Artico». Quanto al suo rapporto con il presidente Usa, Meloni ha ammesso che con «Trump su tante cose non sono d’accordo, io penso ad esempio che il diritto internazionale vada difeso e quando saltano le regole siamo tutti molto più esposti. Quando non sono d’accordo lo dico a lui. Se parlaste con i miei partner lo sapreste molto bene anche voi. All’Italia cosa si sta chiedendo? Di prendere le distanze dagli Usa? Questa è geopolitica e quando in geopolitica si prendono posizioni, poi si è conseguenti». Tornando alle faccende di “casa”, il presidente del Consiglio ha ricordato che «siamo il governo più solido tra le grandi democrazie europee e lo siamo perché abbiamo la maggioranza più solida. C’è chiarezza nella linea politica e velocità nell’esecuzione». «I miei rapporti con il Quirinale e in particolare con il presidente della Repubblica – ha sottolineato – sono ottimi. Leggo spesso ricostruzioni su scontri e difficoltà. Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d’accordo, l’ha dichiarato anche lui, però se c’è una cosa che ha fatto la differenza è che il presidente della Repubblica quando si tratta di difendere l’interesse nazionale c’è. E questo per me vale tutto. Cerchiamo sempre soluzioni e le abbiamo sempre trovate». Meloni ha poi annunciato che non intende dimettersi in caso di bocciatura del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. «Sicurezza e crescita sono i miei due focus di quest’anno», ha infine aggiunto riguardo le priorità. Tra quest’ultime anche il tema della natalità mantiene rilevanza nell’agenda di governo.