Resta aperta la questione territoriale, nuovo round di colloqui
Dopo le garanzie di sicurezza, i territori. Quest’ultimo, infatti, è il capitolo di discussione più ostico nell’ambito dei colloqui di pace in Ucraina che si sono tenuti nelle ultime settimane tra le diverse parti coinvolte. A informare dei lavori al riguardo, è stato lo stesso presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, su X, l’indomani della riunione della coalizione dei volenterosi che si è svolta a Parigi (presente anche la delegazione Usa formata da Steve Witkoff e Jared Kushner). «L’Ucraina – ha riferito Zelensky – non si tira indietro di fronte alle questioni più difficili e non sarà mai un ostacolo alla pace. La pace deve essere dignitosa. E questo dipende dai partner, dalla loro capacità di garantire la reale disponibilità della Russia a porre fine alla guerra. Entro la fine della giornata, mi aspetto un rapporto dettagliato dal nostro team negoziale. L’Ucraina sarà rappresentata agli incontri di oggi da Rustem Umerov, Andrii Hnatov, Kyrylo Budanov, Sergiy Kyslytsya, Davyd Arakhamiia e Oleksandr Bevz». Nel vertice di ieri, come trapelato dalla dichiarazione finale, si è parlato anche di «una forza multinazionale per l’Ucraina composta da contributi di nazioni disposte a partecipare nel quadro della coalizione, per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e sostenere la deterrenza». In questo ambito si rileva l’impegno soprattutto di Parigi e Londra. Nella dichiarazione dei Volenterosi, insomma, viene confermato «che tali misure di rassicurazione dovrebbero essere rigorosamente attuate su richiesta dell’Ucraina una volta che si sarà verificata una cessazione credibile delle ostilità. Tali elementi saranno guidati dall’Europa, con il coinvolgimento anche dei membri non europei della coalizione e il sostegno proposto dagli Stati Uniti».