Da Cdm sì al provvedimento sugli aiuti in favore di Kiev. Ieri Meloni e altri leader europei a colloquio telefonico con Trump e Zelensky per la fine della guerra

C’è l’accordo sul decreto aiuti per l’Ucraina nel governo e nella maggioranza, come del resto già annunciato ieri dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. Il Consiglio dei ministri – secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa al termine della riunione, l’ultima del 2025 – ha dato il via libera al decreto, mettendo così a tacere una lunga serie di indiscrezioni, giornalistiche e non, su presunte spaccature relative alla proroga dell’autorizzazione agli aiuti per Kiev, anche in termini di possibilità di invio di armi all’Ucraina a scopo difensivo. Nell’intestazione del decreto («Disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance»), alla fine, è rimasta la parola “militari”, che in un primo momento si era vociferato fosse stata eliminata quale frutto di un compromesso tra le diverse sensibilità delle forze di governo sul tema. Ma la verità è che l’esecutivo ha sempre avuto una visione unitaria sul conflitto in corso in Ucraina, a maggior ragione nell’attuale fase di colloqui avanzati, mediati dagli Stati Uniti, per mettere fine alla guerra. Una posizione che in definitiva è stata sintetizzata anche dalla nota di Palazzo Chigi di ieri sera, dopo che il premier Giorgia Meloni ha avuto, insieme ad altri leader europei, una conversazione telefonica con i presidenti di Stati Uniti e Ucraina, Donald Trump e Volodymyr Zelensky, a conclusione del loro incontro in Florida. «Il presidente Meloni – si poteva infatti leggere nella nota di Palazzo Chigi – ha nuovamente ricordato l’importanza della coesione tra partner in un momento in cui il processo negoziale segna passi in avanti. È stata inoltre ribadita l’esigenza di mantenere la massima convergenza sui temi che toccano gli interessi vitali dell’Ucraina e dei suoi partner europei». E alla luce di tutto ciò, «si è infine convenuto che spetti alla Russia dare prova di senso di responsabilità e apertura al negoziato, mostrando una reale volontà di giungere alla cessazione delle ostilità». Insomma, confermata la linea seguita dal governo in questi anni di conflitto, confidando che il 2026 possa avviarsi con l’auspicio di progressi significativi nel percorso di pace.