A Miami vertice Witkoff-Kushner con delegazione di Kiev
I colloqui per raggiungere l’obiettivo di una soluzione al conflitto in Ucraina, al momento ancora separati – gli inviati degli Stati Uniti, Witkoff e Kushner, hanno avuto in questa settimana contatti sia con il presidente russo Vladimir Putin, sia con funzionari di Kiev – stanno mettendo in luce l’estromissione dell’Europa dai tavoli diretti. Non è un caso, allora, che dal presidente francese Emmanuel Macron, in questi giorni in visita in Cina, arrivi l’ennesimo appello all’unità «indispensabile» tra americani ed europei. Secondo Macron, insomma, «non bisogna cedere ad alcuno spirito di divisione tra Europa e Stati Uniti», «nessuna diffidenza, ma al contrario cooperazione al servizio dell’Ucraina, del diritto internazionale e della nostra sicurezza collettiva». A Miami, nel frattempo, ci sono stati i colloqui tra le delegazioni di Stati Uniti e Ucraina, che hanno fatto seguito a quelli del 2 dicembre a Mosca con il presidente russo. A spiegare l’esclusione dell’Europa dalle trattative da parte soprattutto della Russia, è stato il consigliere presidenziale russo, Yuri Ushakov, in un’intervista all’emittente televisiva Zvezda in cui ha sottolineato che Mosca sta portando avanti discorsi con Washington, mentre il dialogo con l’Europa è, appunto, assente. «Loro avanzano costantemente richieste inaccettabili per Mosca. Direi che gli europei, per usare un eufemismo, non stanno contribuendo a un accordo tra Washington e Mosca sugli affari ucraini», ha affermato Ushakov al riguardo.