- Il contributo fotografico della protesta dal territorio
Oggi i postini saranno in strada, ma non per consegnare la corrispondenza. Ugl, Cisl, Cgil, Failp e Confsal hanno indetto uno sciopero generale (il primo dal 1997 a oggi), dei lavoratori di Poste Italiane. Il motivo della mobilitazione nasce per frenare il piano di privatizzazione della società. A Roma è previsto un presidio davanti alla sede del ministero dell’Economia e delle Finanze, mentre a Milano la protesta si concretizzerà a Piazza Affari, di fronte alla sede della Borsa. Insieme ai dipendenti delle Poste e al settore privato anche gli insegnanti e il personale Ata incrociano le braccia. Le scuole resteranno aperte, ma in molte classi in tutta Italia potrebbe essere compromesso il normale svolgimento delle lezioni.
Le ragioni dello sciopero dei lavoratori di Poste Italiane
La privatizzazione di Poste Italiane è il motivo principale dell’agitazione sindacale. Al momento il Governo ha sospeso l’attuazione del provvedimento che dovrebbe portare alla cessione delle azioni societarie ai privati, ma il decreto non è stato ritirato. I sindacati di categoria temono dunque che la sospensione sia solo un modo per prendere tempo e tornare alla carica: “Sono a rischio almeno 20.000 posti di lavoro sia nel settore postale che nel finanziario” afferma la nota dei sindacati aderenti (fonte skytg24). Si contesta inoltre la volontà del Consiglio dei Ministri di quotare in Borsa un ulteriore 29,7% (dopo il 30% di ottobre 2015) e del conferimento a Cassa Depositi e Prestiti del rimanente 35% del capitale, con l’uscita definitiva del ministero dell’Economia e delle Finanze dall’azionariato della società. Secondo le forze sindacali, una mossa che potrebbe avere lo scopo di “togliere dal mercato l’unico concorrente scomodo delle banche”, visto che Poste Italiane offre servizi di credito e legati al risparmio. Chi sciopera chiede anche la modifica del piano di riorganizzazione del recapito della posta, che starebbe creando notevoli disagi sia ai dipendenti che ai cittadini e il rinnovo del contratto collettivo di lavoro, per il quale la trattativa è al momento in stallo. Le sigle sindacali denunciano anche carenza di personale, a cui si sopperisce con la chiusura degli uffici postali o con un uso eccessivo dei turni straordinari dei dipendenti.





