Da Schlein a Conte, passando per Renzi, tutti festeggiano. Ma la verità è che di scossoni all’orizzonte non se ne vedono…

Tutto secondo copione, dichiarazioni comprese. L’indomani della tornata elettorale per le regionali 2025 che, nella giornata di ieri, ha registrato le vittorie di Roberto Fico (centrosinistra) in Campania, di Antonio Decaro (centrosinistra) in Puglia e Alberto Stefani (centrodestra) in Veneto, i maggiori esponenti del cosiddetto campo largo cantano vittoria e lanciano la sfida al governo e alla maggioranza. Peccato che il computo complessivo non restituisca questa immagine da “rose e fiori”, tutt’altro, anche se le voci nello schieramento di centrosinistra si compattano in quest’unica direzione. E allora ecco la segretaria del Pd, Elly Schlein, che oggi in conferenza stampa al Nazareno ha dichiarato euforica: «Il messaggio di ieri è chiaro, il governo è contendibile e la partita verso le elezioni politiche è apertissima». O ancora il leader del M5s, Giuseppe Conte, che sui social ha già annunciato «il cantiere di un nuovo programma di forte cambiamento, di proposte forti per i nostri giovani, per l’Italia, per l’Europa». Infine c’è Matteo Renzi, il cui mantra è ora tutto dedicato alla legge elettorale.   «Da oggi – scrive nella sua enews – l’unico obiettivo di Meloni and company è cambiare la legge elettorale perché sanno che con questa perdono». La verità è che le elezioni restituiscono un quadro generale che rimane favorevole al centrodestra, con un “tre a tre” conclusivo che alla vigilia di questa tornata era piuttosto atteso. Un esito, insomma, che tutto può sembrare, tranne la soluzione definitiva alle distanze interne del campo largo.