Lo rivela l’Atlante dell’Infanzia (a rischio) dedicato all’adolescenza, dal titolo “Senza filtri”, curato da Save The Children

Tra una manciata di giorni, il 20 novembre, si celebra la “Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza”. Per l’occasione, Save The Children ha diffuso la XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia (a rischio) dedicato all’adolescenza, dal titolo “Senza filtri”.  «La fotografia che emerge è complessa: adolescenti che vivono in una dimensione onlife, alla ricerca di ascolto e spazi di condivisione, ma spesso a rischio di isolamento», commenta Save The Children. A chi si sono rivolti, dunque, i più giovani quando ne hanno sentito il bisogno, perché tristi, soli o ansiosi? Una quota considerevole ha chiesto aiuto all’Intelligenza artificiale: a farlo è stato il 41,8%. Una percentuale analoga ha chiesto consigli su scelte importanti da fare (42%). Si tratta di dati interessanti perché permettono di comprendere meglio il rapporto degli adolescenti con uno strumento che si sta ritagliando spazi sempre più ampi nella quotidianità di tutti. Emerge così che il 30,9% degli adolescenti la usa tutti i giorni o quasi, il 43,3% qualche volta a settimana, il 7,5% non la utilizza mai (molto ampia, osserva il rapporto, la forbice rispetto agli adulti, tra i quali oltre il 50% non la utilizza mai (53,3%), solo l’8,2% tutti i giorni o quasi, il 16,9% qualche volta a settimana, il 21,6% qualche volta al mese). L’utilizzo dei chatbot – l’elenco comprende, tra gli altri, Chat Gpt, Claude, Dixit – è il più diffuso: ne fanno uso il 68,3% degli adolescenti. A seguire gli strumenti di traduzione automatica (42,5%) e gli assistenti vocali (33,3%).