Ma prima l’annuncio: «Riprenderemo test su armi nucleari»

Il presidente statunitense, Donald Trump, conclude il suo tour asiatico con la soddisfazione per il successo generato dal suo incontro con il leader cinese, Xi Jinping, a Busan, in Corea del Sud. Per quello che lui stesso aveva anticipato via social essere il «G2», Trump ha affermato che «su una scala da 1 a 10, l’incontro con Xi è stato 12». I due leader hanno trovato delle convergenze per quanto riguarda le recenti dispute e «molto presto» potrebbero firmare un accordo, con la promessa di visite reciproche nei prossimi mesi. Ma prima del vertice Trump-Xi, le attenzioni erano state rivolte a ciò che il presidente americano aveva scritto su Truth. «Dal momento che altri paesi hanno programmi per testare, ho dato istruzioni al dipartimento della Guerra perché testino le nostre armi nucleari su basi paritarie. Questo processo inizierà immediatamente», ha infatti reso noto Trump. Il riferimento è alla stessa Cina e alla Russia, che proprio di recente ha annunciato operazioni legate a strumentazioni o missili in grado di trasportare testate nucleari. Si tratta in ogni caso di una nuova impronta nella politica statunitense in materia, dato che questo tipo di test sono stati interrotti nel 1992. Dalla Russia è arrivato il commento del Cremlino. «Ci auguriamo che, per quanto riguarda i test del Burevestnik e del Poseidon, le informazioni siano state trasmesse correttamente al presidente Trump. Nel senso che questi non possono in alcun modo essere interpretati come test nucleari», ha dichiarato il portavoce Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe. Per poi aggiungere che ci sarà una «risposta adeguata se sarà violata la moratoria» sui test nucleari.