Spinta a sottoscrivere i contratti collettivi con la flat tax della legge di bilancio
Si annunciano mesi molto intensi sul versante dei rinnovi contrattuali nel settore privato. Secondo le stime dell’Istat, sono circa tre i milioni di lavoratori e lavoratrici con il contratto collettivo nazionale scaduto e con le trattative in corso, ai se ne aggiungeranno altri 377mila entro la fine dell’anno, ammesso e non concesso che da oggi al 31 dicembre non verranno sottoscritti rinnovi. Numeri importanti, quindi, che rimandano a settori centrali per l’economica, come il metalmeccanico e le telecomunicazioni, al netto delle diverse dinamiche delle relazioni industriali. In questi mesi, le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno elaborato le loro piattaforme rivendicative, puntando principalmente sul recupero del potere d’acquisto, ma anche sul miglioramento delle condizioni di lavoro, con, fra l’altro, l’introduzione e il rafforzamento degli strumenti di conciliazione. La legge di bilancio, che ha appena intrapreso il proprio iter parlamentare, contiene, sotto questo profilo importanti novità, ad iniziare dalla detassazione degli aumenti contrattuali per i redditi fino a 28mila euro, per effetto di accordi sottoscritti nell’anno in corso o nel 2026. A conti fatti, in questa fascia di reddito, si passa da una tassazione nell’ordine del 27-28%, considerando anche le addizionali, ad una del 5%, con la differenza, circa 22 euro ogni cento, che è guadagno netto per i dipendenti.