Tra le principali richieste, la composizione di ricette o menu in base agli ingredienti disponibili in casa e i suggerimenti per venire incontro alle intolleranze alimentari

Sei italiani su dieci usano l’Intelligenza artificiale per per scovare nuove idee e imparare nuove tecniche culinarie. Lo rivela un’indagine curata dalla piattaforma Acadèmia.tv, che ha indagato le abitudini ai fornelli e al ristorante degli italiani, ma anche il rapporto con la tecnologia e ha dato vita a “ChefCPT” – Culinary, Pre-trained, Transformer -, un assistente IA che si “serve” dell’esperienza di 207 maestri di cucina. Nonostante il diffuso utilizzo, però, un italiano su due continua a non fidarsi completamente della qualità dei contenuti “partoriti” dall’IA. Spulciando i dati raccolti dall’indagine, emerge che soltanto il 17,6% è solito cucinare per sé stesso, mentre oltre otto italiani su dieci amano mettersi ai fornelli per famiglia o amici. Per la quasi totalità, il 95%, i pasti sono un’occasione sociale importante, e per il 65% è prassi dedicare il giusto tempo alla preparazione del pasto casalingo, quantificato in almeno 30 minuti ai fornelli. A causa dell’aumento del costo della vita, otto italiani su dieci mangiano fuori casa «non più di una volta a settimana». Quando lo fa, predilige i ristoranti italiani o le pizzerie (74% dei casi). A seguire i ristoranti etnici (13,5%) e le esperienze di alta cucina (10%). Marginale la quota di quanti optano per il fast food (2,5%). La composizione di ricette o menu in base agli ingredienti disponibili in casa o a un’occasione specifica; la richiesta di suggerimenti per venire incontro ad intolleranze alimentari; le ricerche su strumenti e tecniche specifiche per trattare o cuocere determinate materie prime sono le principali richieste rivolte all’Intelligenza artificiale.