Von der Leyen: «È guerra ibrida contro l’Ue, rispondere a minaccia russa, mantenere l’unità e dotarsi di una deterrenza». Nelle ultime settimane lo spazio aereo è stato troppe volte violato. «È una campagna coerente e in continua escalation»

Mentre in Egitto proseguono i colloqui per una tregua a Gaza, nel corso del dibattito al Parlamento europeo sulla risposta unitaria da dare alle recenti violazioni russe dello spazio aereo e delle infrastrutture critiche degli Stati membri dell’Ue, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, non è andata per il sottile: «Dobbiamo dotarci urgentemente di una capacità strategica di risposta», «questa (della Russia, ndr) è una campagna deliberata e mirata contro l’Europa. E l’Europa deve reagire. Dobbiamo indagare su ogni incidente. E non dobbiamo esitare ad attribuire le responsabilità. Perché ogni centimetro quadrato del nostro territorio deve essere protetto». «La Russia vuole seminare discordia. Stiamo rispondendo con unità. Sono stati i piloti italiani della Nato a scortare i jet russi dai cieli estoni. Questa è solidarietà in azione». «Nelle ultime due settimane – ha ricordato – caccia Mig hanno violato lo spazio aereo dell’Estonia e i droni hanno sorvolato siti critici in Belgio, Polonia, Romania, Danimarca e Germania. I voli sono stati bloccati, i jet sono stati fatti decollare e sono state dispiegate contromisure per garantire la sicurezza dei nostri cittadini». La conclusione di tutto ciò è che «questa è una campagna deliberata e mirata contro l’Europa. E l’Europa deve reagire. Dobbiamo indagare su ogni incidente. E non dobbiamo esitare ad attribuire le responsabilità. Perché ogni centimetro quadrato del nostro territorio deve essere protetto». Per von de Leyen, «questi incidenti sono calcolati per restare nell’ombra della negabilità. Non si tratta di molestie casuali. È una campagna coerente e in continua escalation per destabilizzare i nostri cittadini, mettere alla prova la nostra determinazione, dividere la nostra Unione e indebolire il nostro sostegno all’Ucraina. Ed è ora di chiamarla con il suo nome: questa è guerra ibrida». Che cosa intende fare, allora? «Stiamo assistendo al più grande aumento della spesa per la difesa nella storia della nostra Unione. L’agenda Readiness 2030 mobiliterà fino a 800 miliardi di euro per la difesa, anche attraverso nuovi strumenti come Safe. Ora abbiamo bisogno di un piano paneuropeo preciso, strettamente coordinato con la Nato». «Questo è il fulcro del documento di definizione che ho presentato ai leader a Copenaghen la scorsa settimana. E presto presenteremo la nostra “Preserving Peace – Readiness Roadmap 2030”. Questa non solo definirà obiettivi comuni, ma anche traguardi concreti per il 2030. Perché solo ciò che viene misurato viene fatto».