«Clima positivo». Trump: «Hamas ha accettato condizioni importanti»

Tutte le delegazioni coinvolte parlano di «clima positivo» a Sharm el-Sheikh, dove ieri sono cominciati i colloqui di pace tra Israele e Hamas. Arrivati in Egitto anche l’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, e il genero del presidente Trump, Jared Kushner, a conferma del ruolo decisivo in questo frangente degli Stati Uniti. Tuttavia, nel giorno dell’anniversario del 7 ottobre, emergono ancora alcune distanze. In parte perché a Gaza, l’esercito israeliano sta proseguendo con le sue operazioni militari. In parte perché l’organizzazione palestinese non sembra ancora pronta a cedere su ogni punto del piano Trump. Il gruppo vorrebbe mantenere la propria posizione politica e non essere estromesso dal processo di ricostruzione di Gaza. Circostanza che però, al momento, non sembra scoraggiare il presidente americano. «Se determinate condizioni non vengono soddisfatte, non faremo un accordo. Ma penso che stiamo andando molto bene e credo che Hamas abbia accettato condizioni molto importanti», ha assicurato Trump, parlando ieri sera con la stampa. L’obiettivo di Washington è arrivare a un accordo in tempi brevi, ma diversi analisti prospettano una durata dei negoziati più lunga di quanto auspicato. In un comunicato che ricorda l’attentato terroristico del 2023, Hamas scrive che «la battaglia è ancora in corso e le sue ripercussioni politiche e militari sono chiare sulla regione». Secondo l’organizzazione, Israele «sta combattendo nella sua brutale guerra contro il nostro popolo, tra la complicità internazionale e la delusione araba, da due anni».