Secondo il premier, critico verso lo sciopero generale indetto per domani, “l’avventura” della Flotilla non ha portato «nessun beneficio per i palestinesi»

 «Il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme». Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, liquida così lo sciopero generale indetto dalla CGIL per esprimere solidarietà alla Global Sumud Flotilla, l’iniziativa che si è conclusa nelle ultime ore con l’intervento della Marina militare israeliana: le imbarcazioni, che puntavano a raggiungere le coste della Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari, sono state intercettate e gli equipaggi a bordo fermati e identificati, tra loro ci sono anche alcuni italiani. Facendo il punto della situazione in Parlamento, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha riferito che sarebbero 40. Insieme ai loro compagni di viaggio, saranno espulsi da Israele e trasferiti con dei voli charter in due capitali europee all’inizio della settimana prossima, ha aggiunto il titolare della Farnesina, sottolineando che le operazioni di abbordaggio non sono state accompagnate da episodi di violenza da parte delle autorità israeliane, proprio come ripetutamente chiesto dal governo italiano alla controparte israeliana. Si è conclusa così “l’avventura” della Flotilla che, secondo il presidente del Consiglio, non ha portato «nessun beneficio per i palestinesi». «In compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano», ha aggiunto, parlando ai cronisti a Copenaghen. Sull’ok della Camera alla prima risoluzione presentata dalla maggioranza su Gaza, che oltre al sostegno al piano Usa, prevede di «attivarsi per riconoscere lo Stato palestinese a condizione che Hamas liberi tutti gli ostaggi e rinunci a ogni presenza politica e militare a Gaza e in Cisgiordania», il premier ha osservato: «Mi dispiace che di fronte ad un appello che avevamo fatto per votare unitariamente una mozione al piano di pace per la crisi mediorientale, mi pare che la gran parte dell’opposizione abbia fatto un’altra scelta, davvero questo non lo comprendo perché ricordo che il piano è sostenuto dai Paesi europei, dai Paesi arabi, dall’Anp, quindi rimane solo la sinistra italiana che evidentemente ha delle posizioni più radicali».