Ancora lontano l’obiettivo Onu che l’Italia dovrebbe raggiungere entro il 2030 (369,7 grammi di cibo sprecato ogni settimana)
I miglioramenti registrati negli ultimi dieci anni – dal 2015 ad oggi, lo spreco alimentare domestico è diminuito di 95 grammi, passando da 650 g a 555,8 g gettati ogni sette giorni a testa – non consentono, comunque, di raggiungere l’obiettivo Onu che l’Italia dovrebbe raggiungere entro il 2030 (369,7 grammi di cibo sprecato settimanalmente). Lo rivela il Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International, dopo aver monitorato il comportamento degli italiani ad agosto attraverso un’indagine curata da Ipsos e promossa dalla campagna pubblica Spreco Zero con l’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari. Coinvolto un campione, composto da 1.000 persone, rappresentativo della popolazione italiana. Secondo il rapporto, lo spreco alimentare settimanale medio registrato quest’estate si è attestato a 555,8 grammi, in calo rispetto al dato di agosto 2024 (683 grammi). A livello territoriale, particolarmente virtuose, le regioni del centro Italia, dove lo spreco si ferma a 490,6 grammi ogni sette giorni. Bene le famiglie con figli che abbassano la soglia di spreco del 17% rispetto alla media nazionale e i grandi Comuni (-9%). Frutta fresca (22,9 g), verdura fresca (21,5 g) e il pane (19,5 g) sono in cima alla classifica dei cibi più sprecati. A seguire insalata (18,4 g) e cipolle/tuberi (16,9 g).
«Le pressioni economiche, in particolare l’inflazione che questa estate ha colpito fortemente i generi alimentari (+ 3,7%) possono aver suggerito alle famiglie acquisti più ponderati e una maggiore attenzione alla prevenzione degli sprechi», dice il direttore scientifico di Waste Watcher, l’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero, commentando i risultati del report.
Confrontando il dato italiano con quelli di altri Paesi europei, emerge che l’Italia resta al di sopra della media europea: in Germania (512,9 g settimanali), Francia (459,9), Spagna (446,5) e Paesi (469,5) lo spreco medio è più basso, osserva l’Osservatorio Waste Watcher International, ricordando che sono 33 milioni gli europei che si trovano in situazione di insicurezza alimentare e ben 4,9 milioni gli italiani che versano nella stessa condizione.