di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Lo ha riconosciuto persino un quotidiano “non esattamente di destra” come Il Domani: la vittoria netta del centrodestra e quindi della maggioranza al governo, da quello che ormai sembra un lontanissimo 2022, dipende dal fatto che esiste un’Italia definita «mediana» – termine sul quale si può essere o non essere d’accordo – che si riconosce nell’attuale governo, nelle sue politiche, nella sua comunicazione e nel suo pragmatismo. In più, ci sono interi territori, un tempo legati saldamente alla sinistra, come lo erano, è il caso di dire, le Marche, appunto, nelle quali si sta manifestando attraverso il voto – al netto, è vero, di un ancora forte astensionismo – un profondo cambiamento strutturale che «affonda le radici nel tessuto sociale ed economico».
Pragmatismo, realismo, capacità di individuare e di rispondere ai problemi reali delle persone reali, in carne ed ossa. Quelle che tutti i giorni lavorano e non hanno la contropartita di uno stipendio adeguato a ciò che danno e, soprattutto, a ciò che a loro occorre per fare fronte alle spese e agli impegni familiari; quelle che sono alla ricerca di un nuovo e del primo lavoro; quelle che guardano al concreto e non al fatuo, cioè al politichese e al politicante. A tutte queste persone, il governo di centrodestra ha parlato e ha dato delle risposte ed è questo, alla fine che vale e che conta soprattutto quando si chiede un voto in una sfida elettorale amministrativa, quindi fortemente territoriale. Il centrodestra ha saputo fare squadra, ha portato un programma, non si è occupato né di gossip né di questioni ultronee al rilancio delle Marche
Invece, molti hanno capito che, per quanto umanitaria e meritoria, per certi versi, possa essere o apparire l’operazione Global Sumud Flotilla, che ha come obiettivo dichiarato quello di portare cibo e aiuti a Gaza, è stata utilizzata dal “campo largo” come un’arma contro il governo di centrodestra, persino arrivando a mettere le persone, che si sono letteralmente imbarcate in questa operazione, in pericolo nel caso in cui arrivassero a voler superare la cosiddetta “zona di intercettazione”. Anche la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del teatro La Fenice di Venezia è stata utilizzata per dimostrare che “l’amichettismo”, cioè le raccomandazioni, imperversano nel centro destra, puntando tutto sul fatto che suo padre, Gabriele Venezi, è stato dirigente nazionale di Forza Nuova, e sul suo rifiuto, nel 2021, di farsi chiamare “direttrice”, invece di pensare che, secondo una stima del 2022, su circa 600 direttori, solo una ventina erano donne. Altro che largo ai giovani e alle donne!
Come Giorgia Meloni e come tutto il governo di centrodestra, anche Acquaroli, governatore delle Marche, sia il direttore Beatrice Venezi sapranno dimostrare con il merito e con i fatti il loro valore. Ed è questo, alla fine, ciò che conta. Nel centrodestra.