Lo rende noto l’Eurostat, registrando un incremento rispetto a dieci anni prima, quando la quota si fermava al 4,6%
Nel 2023, il 6,4% degli alunni delle scuole primarie nell’Unione europea studiava due o più lingue straniere. Lo rende noto l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Ue, registrando un incremento rispetto a dieci anni prima, quando la quota si fermava al 4,6% (+1,8%). Da segnalare il caso del Lussemburgo, l’unico Paese della comunità in cui la maggioranza degli alunni della scuola primaria studiava due o più lingue straniere (78,9%). A seguire Lettonia (37%), Grecia (35,5%) ed Estonia (34,9%). Confrontando i dati del 2023 con quelli raccolti nel 2013, emergono incrementi in 15 Paesi, «seppure in misura modesta». Gli aumenti «più elevati» sono stati registrati in Lettonia (+22,1%), Finlandia (+15,2%), Grecia (+9,6%) e Spagna (+8,3%). Allargando l’orizzonte agli studenti delle scuole secondarie inferiori, si scopre che a studiare due o più lingue era il 59,5%, in lieve aumento rispetto al 2013 (58,4%). La Finlandia ha registrato la quota più alta tra i paesi dell’UE, con il 97,8% degli alunni. Anche Grecia, Italia, Malta, Estonia, Romania e Portogallo hanno registrato quote elevate, comprese tra il 96,6% e il 93,2%. Al contrario, le quote più basse sono state osservate in Irlanda (5,4%), Ungheria (6,1%) e Austria (7,6%).