di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Il Cnel ha approvato – tra l’altro con votazione all’unanimità da parte dell’Assemblea, cosa non frequente e segno di una condivisione piena delle proposte – un disegno di legge volto alla riforma della legge-quadro 328 del 2000 in tema di servizi sociali. La norma, che ancora oggi rappresenta il testo di riferimento sulla materia, dopo venticinque anni necessita di aggiornamenti, dati i cambiamenti avvenuti, anche a seguito dell’andamento demografico che ha trasformato la composizione e quindi i bisogni delle famiglie italiane. Per questo il Cnel, con il contributo decisivo dell’Osservatorio Nazionale dei Servizi Sociali Territoriali, istituito presso il Consiglio, che nel novembre del 2024 ha prodotto un Documento di Osservazioni e Proposte, ha saputo proporre un intervento concreto e mirato, mantenendo intatto l’impianto della legge-quadro, ma riformandone alcuni punti cruciali. Dai Livelli Essenziali delle Prestazioni, che vengono rafforzati e resi uniformi sul territorio nazionale, anche con l’istituzione di un Fondo unico nazionale, superando disuguaglianze che troppo spesso hanno penalizzato cittadini e famiglie in base alla regione di residenza, al sostegno ai caregiver e alle figure professionali sociali, valorizzate con percorsi formativi dedicati e riconoscimenti chiari delle loro competenze. Dal disagio abitativo alla tutela dei minori, dal contrasto alla violenza di genere al sostegno per chi lotta contro la dipendenza dal gioco o l’isolamento sociale, con anche misure di orientamento gli italiani che rientrano dopo aver vissuto all’estero. Previsto, poi, il rafforzamento delle strutture di governance locali e un maggiore coinvolgimento dei corpi intermedi e del terzo settore. Infine, un potenziamento del monitoraggio della spesa sociale, con particolare riferimento ai Lep e ai beneficiari degli interventi, tramite il Fascicolo Sociale e Lavorativo del Cittadino, il tutto anche attraverso la condivisione delle banche dati, nel segno della trasparenza. Il relatore del provvedimento, il nostro consigliere Cnel in rappresentanza dell’Ugl, Fiovo Bitti, ha sottolineato un elemento essenziale: questo testo non è un punto di arrivo, ma di partenza, per consegnare al Parlamento un Ddl su cui basarsi per una revisione ragionata della norma, passibile anche di miglioramenti ed ampliamenti, e già si pensa a possibili approfondimenti sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale nei servizi sociali e, soprattutto, alla redazione di un testo unico che raccolga la folta normativa sul tema, comprese le varie linee guida per l’erogazione di determinati servizi. Nel complesso, un intervento importante su una materia fondamentale per la società italiana, segno anche della ritrovata vitalità di un Ente come il Cnel, nel suo ruolo di luogo di confronto fra i rappresentanti delle parti sociali e quindi strumento utile al Legislatore per dar vita a leggi centrate sulle reali esigenze della società civile.