Dal Dl Terra dei Fuochi al Dipartimento per il Sud. Non è un ministero, ma sarà una struttura di una certa imponenza e inedita nel suo genere
Al PD non è piaciuta l’idea del governo Meloni di creare il “Dipartimento il Sud”. Come ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, attraverso un emendamento al dl Terra dei Fuochi – al quale oggi il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a nome del Governo, ha posto in Aula al Senato la questione di fiducia sull’approvazione nel testo definito dalla Commissione Giustizia – il dipartimento «verrà istituito con l’obiettivo di attuare le funzioni di indirizzo, coordinamento e promozione della strategia del governo Meloni a favore delle aree del Mezzogiorno. Il nascente Dipartimento procederà a una più efficace riorganizzazione di strutture, funzioni e risorse umane già esistenti: nello specifico la Struttura di missione Zes, uffici del Dipartimento Coesione, la Cabina di regia di promozione e monitoraggio delle attività dei ministeri sul Sud». Non è un ministero, ma sarà una struttura di una certa imponenza e inedita nel suo genere: con uno staff di circa 60 funzionari – racconta oggi il quotidiano Il Messaggero – e deleghe imponenti per gestire i fondi europei. Avrà sotto di sé la Zes unica (Zona economica speciale), ovvero la maxi-struttura che coordina i fondi di coesione per il Mezzogiorno e gli sgravi fiscali che attraggono e facilitano gli investimenti in otto Regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Non solo, perché questa estate Giorgia Meloni ha deciso di allargare la Zes a due Regioni chiave del Centro-Italia, l’Umbria e le Marche dove il prossimo week end il governo combatterà la più decisiva delle battaglie elettorali alle amministrative. Considerate il vero ago della bilancia. A capo della struttura lo stesso Luigi Sbarra, attuale sottosegretario per il Sud. Scelta che ha spiazzato ulteriormente anche il sindacato. Il PD ha bollato l’iniziativa come “mossa elettorale”, perché non avvisato dell’inserimento dell’emendamento nel dl, accusando il governo di aver «rotto quel clima, quel lavoro comune con scambi poco trasparenti». Ma l’idea e il momento sono più che mai opportuni: il Sud Italia sta vivendo un periodo di crescita economica che supera quella del resto del Paese da tre anni a questa parte, con una crescita del 1% nel 2024 contro lo 0,6% del Centro-Nord, trainata dagli investimenti pubblici del PNRR e dalla crescita dei servizi. Di tempo da perdere non ce n’è perché il dl Terra dei Fuochi, che ha ottenuto i voti favorevoli del Senato ( 91, i voti contrari 55, nessun astenuto) deve essere convertito in legge entro il 7 ottobre e dovrà essere esaminato anche dalla Camera.