Lo sostiene l’Imperial college e della School of hygiene and tropical medicine di Londra, sottolineando che le città italiane sono quelle più colpite in Europa
Da giugno ad agosto, in Italia, sono morte a causa di un mix di afa e alte temperature 4.597 persone, perlopiù nei grandi centri urbani: Milano (1.156 vittime), Roma (835) e Napoli (579). Lo sostiene uno studio curato dall’Imperial college e della School of hygiene and tropical medicine di Londra. «Le ondate di calore sono killer silenziosi: la stragrande maggioranza dei decessi dovuti al caldo avviene nelle case e negli ospedali», scrive chi ha condotto la ricerca, sottolineando che le città italiane sono quelle più colpite in Europa, dove i decessi sono stati complessivamente oltre 16 mila. Si tratta di un numero probabilmente sottostimato: le cause di morte registrate negli ospedali sono solitamente problemi cardiaci, respiratori o di altra natura che colpiscono in particolare gli anziani. Nella classifica che include le 854 città passate in rassegna, Milano è al primo posto, Roma al secondo, Napoli al quinto e Torino chiude la top ten. Secondo lo studio «tra 15.013 e 17.864 decessi correlati al caldo di quest’estate non si sarebbero verificati senza il riscaldamento globale, in queste città, che rappresentano solo un piccolo terzo della popolazione europea». Tra le vittime, l’85% aveva un’età pari o superiore ai 65 anni. Un dato, quest’ultimo, che deve allarmare: in futuro, le estati più calde diventeranno sempre più letali per la popolazione europea che invecchia.