Occupazione e retribuzione
Al netto dell’importanza che riveste ogni singolo obiettivo, è indubbio che sull’ottavo ci sia una attenzione particolare, in quanto volto a promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, l’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti. Il perseguimento di tale obiettivo si misura, in Italia, con ventidue indicatori, dodici dei quali comuni con le analisi internazionali. Su base annua, tutti gli indicatori sono in crescita, con la sola eccezione della retribuzione media oraria, che rimane stabile; peggiora il dato sulla diffusione dei servizi bancari sul territorio, un aspetto peraltro già noto. Andamento simile anche nel confronto a dieci anni, con una aggiunta, la discesa della quota della spesa pubblica per misure occupazionali, legata, verosimilmente, al contemporaneo incremento dell’occupazione. Nello stesso obiettivo, rientra, fra le altre cose, l’analisi dell’andamento del prodotto interno lordo, che cresce, mentre diminuisce la produttività oraria per occupato. Il tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni è al 67,1%. I giovani, però, sono ancora molto in ritardo. In particolare, i neet, seppure in netto calo a partire dal 2020, sono pari al 15,2% della popolazione nell’età considerata (15-29 anni). La retribuzione media oraria è di 16,02 euro.

Differenze territoriali
La capacità di generare occupazione dipende anche dalla realizzazione dell’obiettivo numero 9 che rimanda alla costruzione di una infrastruttura resiliente e alla promozione dell’innovazione per una industria equa, responsabile e sostenibile. Gli indicatori statistici sono ventuno, dieci quelli in comune a livello internazionale. Larga parte di questi indicatori presenta miglioramenti, sia su base annuale che nel decennio, con due sole eccezioni, peraltro di particolare rilievo: gli occupati con posizioni riferibili al settore ICT e la diffusione delle reti ferroviarie. La spesa in ricerca aumenta, ma resta ancora inferiore alla media Ue, al netto delle performance che si registrano in Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio. La nostra industria, intanto, ha ridotto in maniera diffusa le emissioni di anidride carbonica. L’obiettivo 10 è fra quelli da attenzionare con maggiore cura, in quanto volto a ridurre le differenze fra i Paesi e al loro stesso interno. I dieci anni appena trascorsi evidenziano un miglioramento in molti dei sedici indicatori (nove sono quelli comuni); potere d’acquisto e povertà, però, rimangono stabili. La disuguaglianza del reddito netto all’interno della stessa macro-area territoriale, prima molto marcato nelle Isole e nel Sud, sembra ora convergere. Aumento il reddito, ma non il potere d’acquisto.