Trump: «Zelensky e Putin non ancora pronti»
Stiamo dando «concretezza alle garanzie di sicurezza a lungo termine per l’Ucraina e garantendo già ora il supporto alle nostre forze di difesa ucraine». L’aggiornamento durante i lavori dei Volenterosi a Parigi lo ha dato direttamente il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, su X. Una riunione, quella all’Eliseo, a cui hanno partecipato diversi leader mondiali, alcuni in presenza – tra i vari, oltre a Zelensky e al presidente francese Macron, anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen – e altri a distanza, in videocollegamento. All’Eliseo si è visto anche l’inviato statunitense, Steve Witkoff (arrivato nella capitale francese ieri sera), poi, a conclusione del vertice, la videoconferenza con Donald Trump come da programma. Al centro dei dialoghi di oggi le garanzie di sicurezza per Kiev, una volta che sarà stata messa la parola fine sul conflitto in Ucraina. Sul terreno, però, la guerra prosegue. E la possibilità di un incontro tra Zelensky e Putin appare ancora remota, nonostante le presunte aperture in questo senso giunte dalla parte russa. Ieri, da Pechino, il presidente russo ha dichiarato che Zelensky, se pronto, può recarsi a Mosca. La controparte ucraina l’ha giudicata come una provocazione e lo stesso leader ucraino, arrivando a Parigi ieri, aveva sostenuto di non avere «alcun segnale dalla Russia riguardante un’eventuale pace». Prima del vertice dei Volenterosi, in un’intervista alla Cbs, il presidente americano Trump ha sostenuto che Putin e Zelensky «non sono ancora pronti», ma si è detto comunque fiducioso: «Qualcosa accadrà, ce la faremo».