di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL
Si dice che i risultati tangibili, i numeri, non possono essere contestati. Eppure, c’è qualcuno che si ostina a farlo.
Iniziando dal premier francese, François Bayrou, il quale, in evidente difficoltà, accusando l’Italia di praticare forme di dumping fiscale e puntando il dito contro la flat tax per i milionari che trasferiscono la residenza nel nostro Paese, ha di fatto, non volendo, rivelato che quella misura, già introdotta nel 2016 con il governo Renzi, sta funzionando. E, in particolare negli ultimi mesi, tanto da spingere il Financial Times a definire Milano la nuova capitale dei grandi patrimoni. Nemmeno un giorno dopo, in un’intervista a Radio Classique, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha dichiarato che «in termini di bilancio l’Italia oggi fa degli sforzi molto seri» e che, «trovandosi prossimamente al 3% di deficit», «probabilmente» uscirà dalla procedura per deficit eccessivo cui è attualmente sottoposta, manifestando allo stesso tempo preoccupazione per la situazione dei conti pubblici francesi.
Arriviamo a due giorni fa, quando l’Istat, monitorando l’andamento del mercato del lavoro, ha certificato un altro importante record per l’Italia e stavolta, soprattutto, in termini di disoccupazione: il tasso di disoccupazione è sceso al 6,0%, arrivando così ai minimi dal 2007. In crescita anche l’occupazione che, a luglio 2025, è salita ad un ragguardevole 62,8%, superando in termini assoluti il risultato di luglio 2024.
Stavolta non un francese, ma un italiano, un parlamentare del M5s, ha mosso l’ultima, risibile, critica e cioè che quei risultati non sono merito del governo Meloni, ma, addirittura, della Riforma Fornero, perché prolunga l’attività dei lavoratori più anziani. Riforma che, secondo lo stesso parlamentare, il centrodestra ha continuato a mantenere in vita. Altra palese bufala. A tale ultimo tentativo del centrosinistra di negare risultati tangibili, ha risposto un articolo del quotidiano Il Foglio a firma di Luciano Capone, il quale, pur apprezzando da parte sua la famigerata legge, consiglia a chi sta all’opposizione di «smettere di piegare la realtà alla propaganda, perché può essere controproducente».
Controproducente, a mio avviso e diversamente da Capone, per varie ragioni. Non solo per quella, più ovvia, e cioè che occorre ammettere, una volta per tutte, i meriti tangibili che il centrodestra al governo, in un contesto geopolitico senza precedenti e di crisi di importanti asset industriali, ha saputo e voluto ottenere combattendo l’assistenzialismo e puntando sulle politiche attive, ma soprattutto verso una Nazione e le sue future generazioni che hanno bisogno di andarsi a conquistare maggiori e sempre più ampi risultati. Perché i margini, e sono sempre gli stessi dati a dirlo, ci sono!