Tasso ai record: le richieste mirate di Cisl e Ugl e le critiche di Cgil e Uil

Continua anche nel mese di luglio, la crescita degli occupati nel nostro Paese, con la conseguenza che il tasso di occupazione raggiunge un nuovo ennesimo record, attestandosi al 62,8%. La crescita degli occupati, rispetto al mese precedente, per quanto contenuta (+13mila unità), appare decisamente significativa, in quanto arriva dopo un lungo periodo di costante aumento, a dimostrazione di come si è davanti ad una tendenza consolidata. Andando nello specifico, l’occupazione aumenta fra gli uomini (lavoro dipendente a tempo indeterminato e a termine) e nelle fasce di età 15-24 anni e 35-49 anni, mentre si contrae fra le donne, nel lavoro autonomo e nelle altre fasce di età. In particolare, il dato in calo delle donne non deve sorprendere più di tanto, in quanto è strettamente connesso alla carenza di servizi per l’infanzia e i minori nel momento in cui si chiudono le scuole. Dal mondo sindacale, sono arrivati commenti diversificati, confermando così l’approccio che caratterizza ormai da tempo le diverse sigle sindacali. Se la Cgil e la Uil insistono sulle critiche al governo, da parte di Cisl e Ugl si conferma l’atteggiamento più dialogante, con alcune proposte mirate volte a favorire l’occupazione nelle fasce di età più esposte. In particolare, l’Ugl insiste da tempo sull’opportunità di introdurre delle misure mirate e puntuali per la fascia di età compresa fra i 36 e i 50 anni.