di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

È una buona notizia per il mondo del lavoro l’annuncio dell’autorizzazione, tramite decreto del ministro del Lavoro, all’assunzione di 514 nuovi ispettori tra Inps e Inail, con 403 ispettori per il primo e 111 funzionari per il secondo. Dopo anni di carenza di organico, un’iniezione di nuove risorse umane per il rafforzamento della capacità ispettiva e di vigilanza. Una scelta che testimonia la volontà di investire su maggiori strumenti volti a garantire la regolarità del lavoro combattere la piaga delle morti bianche. Un atto che garantisce un doppio risultato: da un lato, si creano nuove opportunità occupazionali stabili e qualificate, dall’altro si potenziano i controlli per contrastare con maggiore efficacia le irregolarità, lo sfruttamento e il lavoro nero, che ancora oggi purtroppo penalizzano tanto i lavoratori quanto le imprese virtuose. La vigilanza, infatti, non deve essere vista come uno strumento repressivo nei confronti delle aziende, ma, al contrario va considerata un fattore di giustizia sociale, di sostegno a chi opera nel rispetto delle regole dal punto di vista dei datori di lavoro e di garanzia per un maggiore rispetto delle norme sul lavoro da quello dei dipendenti. Rafforzare gli organici ispettivi significa, poi, non soltanto prevenire e sanzionare il lavoro irregolare in termini di assunzioni, retribuzioni e condizioni di lavoro, ma anche garantire un presidio più solido di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, ed anche di questo c’è estremo bisogno, per contrastare il dramma degli incidenti sul lavoro e delle morti bianche che ancora registrano livelli troppo alti. Del resto, è insufficiente impegnarsi nel predisporre norme avanzate se l’applicazione concreta delle stesse non è garantita attraverso controlli capillari, cosa impossibile da realizzare in assenza di un organico adeguato, perché, se la formazione è fondamentale per raggiungere una cultura diffusa della legalità e della sicurezza sul lavoro, lo è altrettanto una vigilanza costante. Con queste nuove assunzioni si avvia finalmente un processo di rafforzamento strutturale degli organici, che contribuirà a rendere più tangibili i principi di legalità e sicurezza nel mondo del lavoro, attraverso atti concreti che testimonino la serietà e la credibilità delle istituzioni nella lotta al lavoro irregolare. Naturalmente, questo non è un punto di arrivo ma di partenza, sarà necessario proseguire in questa direzione, rafforzando ulteriormente le politiche di prevenzione, di vigilanza e di tutela, investendo nella formazione dei nuovi ispettori, garantendo loro strumenti tecnologici adeguati e promuovendo una maggiore sinergia tra le istituzioni, le forze sociali e il mondo produttivo. Solo così potremo costruire un sistema del lavoro moderno, competitivo e allo stesso tempo attento a tutele e diritti.