Appello del Papa per la pace. Lettera di Macron a Netanyahu

L’intenzione è quella di andare avanti con l’offensiva programmata a Gaza. Il gabinetto di sicurezza israeliano, convocato ieri, non ha prodotto granché di significativo o di diverso dal già noto. Né ha discusso dell’eventuale accordo per il cessate il fuoco con Hamas. Il premier Benjamin Netanyahu, riferiscono i media non solo locali, in diversi incontri pubblici continua a sostenere l’urgenza di eliminare i terroristi, sottolineando come Israele sia «sulla strada della vittoria». Mentre si registrano gli appelli del Papa – ancora nelle ultime ore Leone XIV si è espresso per la liberazione degli ostaggi rimasti nelle mani di Hamas e per la fine delle ostilità nella Striscia di Gaza – e le critiche della comunità internazionale (da segnalare una lettera del presidente francese Macron a Netanyahu, in cui afferma che l’occupazione di Gaza City potrebbe aggravare la situazione), l’esercito israeliano sta continuando a svolgere le operazioni nella periferia di Gaza City in vista dell’offensiva pianificata da settimane. Anche le proteste che si osservano da Tel Aviv a Gerusalemme per il rilascio degli ostaggi e la fine della guerra sembrano avere effetto. In questi giorni il presidente statunitense, Donald Trump, si è detto fiducioso sulla possibilità di una cessazione delle ostilità in Medio Oriente nel giro di qualche settimana. È in programma per oggi, secondo quanto riferito dall’inviato speciale Steve Witkoff a Fox News, «un grande incontro alla Casa Bianca, sotto la guida del presidente». «Stiamo sviluppando un piano molto completo per il giorno dopo, nel territorio palestinese devastato dalla guerra da quasi due anni», ha spiegato Witkoff.