Cisl e Ugl aprono al confronto, mentre la Cgil si arrocca nelle sue posizioni

La proposta del sottosegretario al lavoro Claudio Durigon sulle pensioni ha suscitato un vivo interesse nelle parti sociali, al netto della posizione preconcetta della Cgil, che si è affrettata a chiudere ogni ipotesi di confronto. Soprattutto, la Cisl e la Ugl, invece, hanno chiesto al governo di riaprire il tavolo di confronto, così da affrontare il tema previdenza nella sua piena complessità. L’esponente leghista, nel fine settimana, aveva rilanciato in diversi interventi pubblici e sugli organi di informazione l’ipotesi di estendere la cosiddetta pensione anticipata contributiva, già prevista dalla legge Fornero per chi è entrato nel mondo del lavoro a decorrere dal 1° gennaio 1996, anche a chi ha contributi previdenziali antecedenti tale data ed è in possesso del requisito anagrafico (almeno 64 anni di età) e contributivo (almeno 25 anni di età). Il terzo requisito, vale a dire tre volte il valore dell’assegno sociale, cioè 1.616 euro lordi, si può raggiungere sommando la voce previdenza pubblica con quella derivante dalla previdenza complementare, in linea con quanto già previsto per i pensionandi interamente nel contributivo. Nel primi sei mesi del 2025, sono state liquidate 2.520 pensioni anticipate, in tutte le diverse tipologie, interamente nel contributivo (16,4% sul totale) e 52.358 pensioni anticipate nel sistema misto-retributivo, pari al 30% del totale delle pensioni liquidate.