Israele nega: «Numeri falsi forniti da Hamas»

A Gaza, è in corso una carestia. A denunciarlo è l’Ipc – l’Integrated Food Security Phase Classification, un organismo sostenuto dalle Nazioni Unite responsabile del monitoraggio della sicurezza alimentare – in un rapporto contestato dalle autorità israeliane, secondo le quali il report, che conferma per la prima volta una carestia in Medio Oriente, «si basa su dati parziali e di parte e su informazioni superficiali provenienti da Hamas». Il dossier, che non esclude un allargamento dell’emergenza fino a Deir al-Balah e Khan Younis, è stato diffuso a poche ore dall’inizio delle operazioni militari dell’Idf, l’esercito israeliano, che puntano all’occupazione di Gaza City, finora parzialmente risparmiata dai bombardamenti, inaugurando una nuova fase di un conflitto in corso da 22 mesi e che, secondo i piani di Israele, non si concluderà fino a quando tutti gli ostaggi saranno liberati e Hamas disarmata. Obiettivi ribaditi oggi dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha minacciato anche la distruzione di Gaza City: «Presto, le porte dell’inferno si apriranno sulle teste degli assassini e degli stupratori di Hamas a Gaza, finché non accetteranno le condizioni israeliane per porre fine alla guerra, in primo luogo il rilascio di tutti gli ostaggi e il loro disarmo», ha scritto sulle piattaforme social il ministro. «Se non accettano, Gaza, la capitale di Hamas, diventerà Rafah e Beit Hanoun», già rase al suolo, ha concluso.