La Germania sospende le esportazioni di attrezzature militari

Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato il piano per l’occupazione di Gaza City al termine, ieri, di una riunione durata dieci ore. Una decisione che era ormai attesa, ma che negli ultimi giorni aveva provocato alcune frizioni all’interno dello stesso governo e in alcuni segmenti dei vertici dell’esercito, non convinti dell’operazione (i timori sono legati anche all’incolumità degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas). Nella comunità internazionale sono emerse voci contrarie, tra cui la Cina che ha espresso al riguardo «forte preoccupazione». Pechino ha perciò esortato, tramite il portavoce del ministero degli Esteri, a «porre fine immediatamente alle azioni pericolose». «Gaza appartiene ai palestinesi ed è parte inseparabile del territorio palestinese», ha aggiunto il portavoce in un messaggio all’agenzia Afp. Anche l’Onu, in particolare l’Alto commissario per i diritti umani, invita il governo israeliano a un ripensamento. «Il governo tedesco non autorizzerà alcuna esportazione di attrezzature militari che potrebbero essere utilizzate nella Striscia di Gaza fino a nuovo avviso», è invece l’ordine annunciato dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz. In un’intervista a Fox News, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva anticipato la volontà di occupare Gaza con l’obiettivo di liberarla dal controllo di Hamas e trasferire in una seconda fase il potere nel territorio ad autorità arabe. La mossa di Israele, afferma l’ufficio del presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, rappresenta «un crimine a pieno titolo in violazione del diritto internazionale» che «causerà una catastrofe umanitaria senza precedenti».