Tensioni nel governo israeliano su piano occupazione
Ci sarebbero state tensioni all’interno del governo israeliano, in vista della riunione del gabinetto di sicurezza, prevista per oggi, sull’occupazione totale di Gaza. Alcuni media non hanno escluso uno slittamento. Era dato per imminente l’annuncio dell’occupazione totale di Gaza, dopo gli ultimi tentativi andati a vuoto di un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi, ma le divergenze sarebbero sorte a causa delle preoccupazioni sulla fattibilità del piano, in particolare in relazione alla messa in pericolo delle ultime persone ancora nelle mani del gruppo palestinese. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu nelle scorse ore era tornato a ribadire la volontà di Israele di «voler liberare Gaza dai terroristi». Concetto che è tornato poi a ripetere durante una visita alla base di reclutamento e selezione di Tel HaShomer, incontrando i nuovi soldati. «È necessario completare la sconfitta del nemico a Gaza, liberare tutti i nostri ostaggi e garantire che la Striscia non rappresenti più una minaccia per Israele. Non rinunciamo a nessuno di questi obiettivi», ha affermato Netanyahu. La prospettiva di un’occupazione totale è comunque motivo di attrito con parte della comunità internazionale, che non vede in maniera positiva una soluzione di questo tipo. Sullo sfondo resta poi la questione degli aiuti alla popolazione. «La situazione sul campo rimane insostenibile ed è per questo che è urgente garantire che gli aiuti umanitari affluiscano a Gaza, che vi sia facilità di accesso e che vi sia un cessate il fuoco sostenibile. Ed è per questo che è molto positivo che l’UE e Israele abbiano raggiunto un’intesa per migliorare la situazione umanitaria a Gaza», ha affermato la portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea, Anitta Hipper, nel corso del briefing quotidiano.