«Ha fatto bene l’Unione europea a impedire una guerra commerciale e poi vediamo come andrà la trattativa»
«Ha fatto bene l’Unione europea a impedire una guerra commerciale» con gli Stati Uniti, sospendendo «le contromisure e poi vediamo come andrà la trattativa». Così il vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani, commenta l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Bruxelles che prevede l’applicazione di dazi al 15%, rispondendo a chi gli chiede un commento, a margine dell’evento per presentare gli interventi del governo per le Marche, ad Ancona. Si tratta di un accordo quadro, ci tiene a precisare il titolare della Farnesina: «Bisognerà vedere le esenzioni, trattare e lavorare settore per settore. Serve ancora tempo, le risposte non sono definitive le valutazioni devono essere fatte alla fine di questo lavoro che durerà settimane se non mesi». Italia e Unione europea, «avendo dazi al 15%, possono anche sfruttare l’opportunità che deriva dal fatto che altri paesi che esportano prodotti analoghi hanno dazi più elevati: questo può rappresentare una chance per andare a occupare spazi che finora non erano occupati», aggiunge. Intanto, da Bruxelles, arrivano ulteriori aggiornamenti, riferiti dalla portavoce della Commissione europea, Olof Gill: «L’Ue continua a collaborare con gli Stati Uniti per finalizzare una dichiarazione congiunta, come concordato il 27 luglio. Tenendo presente questo obiettivo, la Commissione adotterà le misure necessarie per sospendere di sei mesi le contromisure dell’Ue nei confronti degli Stati Uniti, che avrebbero dovuto entrare in vigore il 7 agosto. L’adozione delle misure necessarie da parte della Commissione è prevista per domani, 5 agosto, con procedura d’urgenza». «A differenza di altri partner commerciali degli Usa, il 15% include le aliquote della nazione più favorita, il che significa che non è possibile applicare ulteriori aliquote oltre il limite massimo del 15%. Con questo passo, l’Ue ottiene un immediato sgravio tariffario rispetto alle tariffe annunciate dagli Usa il 2 aprile. Gli altri elementi dell’accordo devono ora essere attuati dagli Stati Uniti», conclude Gill.