Lo rende noto il Censis, pubblicando un’articolata analisi del sistema universitario italiano

Cresce la popolazione universitaria, grazie al «sensibile incremento degli immatricolati». Lo rende noto il Censis, osservando che, secondo i dati provvisori dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari, nell’anno accademico 2024-’25 gli immatricolati sono aumentati del 5,3% rispetto a marzo 2024. L’aumento è disomogeneo a livello territoriale: il Censis sottolinea che l’incremento più alto di immatricolazioni è stato registrato dagli atenei delle regioni centrali (+14%). A seguire gli atenei meridionali (+6,1%), mentre al Nord «l’ampliamento della platea universitaria è sensibilmente più ridotto»: +2% di nuovi iscritti negli atenei del Nord-Est e -0,9% negli atenei del Nord-Ovest. Ampliando l’orizzonte temporale, emerge che il numero degli immatricolati è cresciuto notevolmente: nel corso di un quarto di secolo, tra gli anni accademici 2000-2001 e 2024-2025, l’aumento è stato del 21,3%, trainato principalmente dagli immatricolati dell’aree sanitaria e agro-veterinaria (+63,2%) e Stem (+42,8%). Per quanto riguarda le differenze di genere, nei corsi di informatica e Ict prevalgono le immatricolazioni dei ragazzi, mentre al contrario sono più numerose le iscrizioni femminili in ingegneria industriale, informazione e nel gruppo scientifico.