Intanto, i rider stroncano la proposta Dem sul caldo: penalizza tutti e non risolve
Dai prossimi giorni, dovrebbero partire i primi tavoli di confronto a livello nazionale e territoriale, in applicazione degli impegni che le parti firmatarie hanno preso con il protocollo quadro condiviso sulla gestione delle emergenze climatiche nei luoghi di lavoro. L’intesa, sottoscritta il 2 luglio, prevede la definizione di apposite misure, tarate settore per settore e territorio per territorio. Una soluzione, quella individuata dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per parte sindacale, e da Confindustria, Ance e le sigle degli artigiani, dell’agricoltura e delle cooperative, per parte datoriali, che dovrebbe garantire la definizione delle migliori regole possibili, superando così l’attuale fase che, in carenza di un riferimento nazionale, è caratterizzata dalla produzione di numerose ordinanze regionali o locali. In un tale scenario, si segnala la polemica che, da qualche giorno, sta investendo un settore esposto agli agenti atmosferici, come quello dei rider. Nei giorni scorsi, alcuni esponenti del Partito democratico hanno presentato una proposta di legge che prevede l’istituzione di un fondo da dieci milioni per tre anni per il riconoscimento di una indennità per il caldo. La proposta, però, non convince la federazione di categoria della Ugl che evidenzia come non possa essere questa la soluzione, in quanto penalizza i rider stessi e crea notevoli problemi agli stessi ristoranti.