di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Si celebra oggi, 8 luglio, la Giornata Internazionale del Mediterraneo e come UGL intendiamo dare la nostra testimonianza, forti delle tante iniziative sul tema alle quali abbiamo dato vita.
Il Mar Mediterraneo è un luogo strategico, dalla cultura e dalla storia millenaria, ed è l’area di congiunzione di importantissimi e delicate questioni geopolitiche. Per l’Italia, il mare è un’importantissima risorsa economica non ancora sfruttata, ovviamente in modo sostenibile, al massimo delle potenzialità. Infatti, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, ha invitato a riflettere, discutere, confrontarsi sia sulle reali condizioni del nostro mare sia sulle «straordinarie» opportunità che offre alla crescita della nostra Nazione.
Grazie al governo di centrodestra l’Italia sta ritrovando l’orgoglio e la determinazione di tornare ad essere protagonista di un’area strategica, sulla quale si affacciano Paesi dalle grandi e comprovate capacità competitive e dai delicati equilibri politici. La Blue Economy, cioè l’economia del mare, è quel modello di sviluppo economico sostenibile basato sulle risorse marine e costiere (pesca, turismo, energia marina, cantieristica, logistica portuale, e tutela ambientale), attraverso l’innovazione tecnologica e il riuso delle risorse già presenti. L’Italia è il terzo paese in Europa per l’economia blu e primo nel settore marittimo.
Nonostante ciò, le opportunità offerte dall’economia blu sono ancora da sfruttare, considerando, con i suoi 7.500 km di costa, il grande potenziale che ha per diventare leader globale nell’economia blu e contribuire così alla crescita del Pil e alla creazione di posti di lavoro. Ovviamente, in quanto organizzazione sindacale siamo attenti a porre una significativa enfasi sulla tutela dei diritti e sulla valorizzazione del lavoro di chi opera nel settore. L’UGL punta a valorizzare il contributo dei lavoratori del mare, promuovendo politiche che favoriscano la loro crescita professionale e il loro benessere.
In quest’ottica, riteniamo altrettanto fondamentali azioni come quelle portate a termine oggi alla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, “Medusa”, grazie alla quale 68 persone sono state accusate di far parte di una rete internazionale di trafficanti di migranti lungo la rotta del Mediterraneo orientale, dai porti della Turchia fino alle coste della provincia di Reggio Calabria.
La sostenibilità di questa importante risorsa passa dalla tutela del clima alla sconfitta di quei traffici che giocano e guadagnano sulle vite umane.