Il ministro alimenta così il confronto all’interno della maggioranza. Ieri Tajani: «Vorrei convincere i nostri alleati, prima, però, riformiamo la giustizia e il fisco»
«Noi siamo stati sempre pronti a discutere di questo tema, ma credo che oggi questa non sia una priorità». Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha disinnescato così i tentativi di una parte della stampa di trasformare il dibattito sulla cittadinanza all’interno della maggioranza in uno scontro, vero e proprio. «Siamo un governo che ha agito sempre con grande chiarezza: contrasto fermo all’immigrazione illegale e nel contempo invece valorizzazione di una migrazione legale», ha ricordato il ministro, intercettato dai cronisti a margine della presentazione del video sul G7 di Ortigia del settembre scorso e su 30 mesi da ministro, alla Sala Stampa Estera. «La cittadinanza è una cosa serissima. Essere cittadini italiani è una cosa che deve essere meritata e che vede un percorso oggi molto attento per arrivare a questo obiettivo», ha concluso, aggiungendo un altro tassello a un dibattito che s’è riacceso negli ultimi giorni e ha visto ieri un nuovo intervento del ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, principale sponsor dello Ius Italiae, che riconosce la cittadinanza italiana «attraverso un percorso serio»: «Vorrei convincere i nostri alleati, entrando nel merito della nostra proposta, quella del referendum era una proposta per 5 anni, noi siamo per dieci anni», ha detto, ospite del Forum in Masseria, riconoscendo la priorità ad altri dossier, in linea, dunque, con Lollobrigida: «Intanto in Parlamento facciamo la riforma della giustizia e quella fiscale, poi spiegheremo ai nostri alleati la bontà della nostra proposta».