Come per altre misure, continua a registrarsi una forte differenza territoriale
La misura era stata introdotta con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare nell’ambito delle riforme volte a migliorare il mercato del lavoro nel nostro Paese e, più in generale, le condizioni di lavoro. Ora è tempo di un primo consuntivo della legge 162/2021. Sono 8.798 le aziende che hanno già ottenuto la certificazione della parità di genere. Un numero sicuramente significativo, ma che appare ancora fortemente sbilanciato sul versante del settore privato, come fanno osservare dal Dipartimento delle pari opportunità e come del resto era già emerso nel corso delle riunioni del Comitato pari opportunità del Cnel, dove sono presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle associazioni datoriali. La certificazione, che è su base volontaria e che, indubbiamente, risente delle caratteristiche del sistema imprenditoriale nazionale, ha riguardato finora circa 32mila siti aziendali. I numeri finora conseguiti hanno comunque permesso al nostro Paese di poter accedere alle diverse rate del Pnrr. Gli obiettivi indicati a questo punto (almeno 3mila imprese di cui il 60% piccole e medie) sono stati infatti rispettati. Guardando al territorio, al primo posto troviamo la Lombardia (6.689 siti certificati), davanti a Lazio (3.701 siti), Emilia-Romagna (3.164 siti) e Campania (2.445 siti). Gli organismi di certificazione sono 58, con Accredia che è l’ente accreditatore.