Zelensky: «Mosca non vuole mettere fine a guerra»
«È stata una notte brutale e insonne. Solo intorno alle 9 di questa mattina l’allarme antiaereo è cessato a Kiev. Ancora una volta la Russia dimostra di non avere alcuna intenzione di mettere fine alla guerra e al terrore». Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha commentato così, su X, il massiccio attacco russo registrato nella notte, il più imponente da inizio guerra. Poi il presidente ucraino ha sentito Donald Trump, come da attese. «Una buona conversazione», è stata definita da alcune fonti, citate da Axios, versione confermata anche dalle autorità ucraine. La telefonata di ieri tra Trump e Vladimir Putin non ha portato frutti, come dichiarato dallo stesso presidente statunitense. «Non ho fatto alcun progresso sull’Ucraina con Putin», ha riferito Trump ai giornalisti prima di partire per l’Iowa. Nell’ora di colloquio tra i due leader, Putin ha ribadito la volontà di Mosca di raggiungere in Ucraina quelli che reputa essere gli obiettivi dall’inizio del conflitto. «Questa guerra viene portata avanti con sempre maggiore brutalità e intensità e l’Ucraina ha urgentemente bisogno di sostegno», ha ricordato il portavoce del cancelliere tedesco Merz, Stefan Kornelius, in conferenza stampa a Berlino. Dopo la conversazione Trump-Putin, ieri l’inquilino della Casa Bianca ha sentito anche il presidente francese, Emmanuel Macron (al centro del colloquio, oltre all’Ucraina, la situazione a Gaza, l’Iran e le dispute commerciali con l’Unione europea). Nel frattempo il ministero della Difesa russo ha reso noto un nuovo scambio di prigionieri con Kiev, già previsto dagli accordi del 2 giugno tra le due delegazioni a Istanbul.